{"id":2974,"date":"2017-01-16T10:01:20","date_gmt":"2017-01-16T09:01:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sofiasabatti.it\/wordpress\/?p=2974"},"modified":"2017-01-16T10:01:20","modified_gmt":"2017-01-16T09:01:20","slug":"imparare-ad-imparare-qualche-dritta-su-come-studiare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sofiasabatti.it\/wordpress\/2017\/01\/16\/imparare-ad-imparare-qualche-dritta-su-come-studiare\/","title":{"rendered":"Imparare ad imparare: qualche dritta su come studiare"},"content":{"rendered":"<h3>Imparare per dimenticare un po&#8217; meno<\/h3>\n<p>Questo \u00e8 il titolo di un articolo di Lisa Vozza, pubblicato su <a href=\"http:\/\/aulascienze.scuola.zanichelli.it\/biologia-e-dintorni\/2016\/12\/18\/imparare-per-dimenticare-un-po-meno\/\">Aula di Scienze<\/a>, una sezione del portale dell&#8217;editrice Zanichelli per la scuola.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo parla del risultato di vari studi tenuti dall&#8217;Universit\u00e0 della Californa a Los Angeles, risultato che mi \u00e8 parso particolarmente interessante. Nell&#8217;articolo si fa riferimento al video <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/169193980\">ProTips: how to study<\/a>, pubblicato proprio dal Bjork Learning &amp; Forgetting Lab at UCLA.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il video \u00e8 solo in inglese e l&#8217;articolo non so se sia accessibile solo ai docenti o anche agli studenti, riporto qui sotto una parte dell&#8217;articolo, quella che contiene i consigli utili, tratti dal video.<\/p>\n<h4>Tirate fuori i vostri ricordi<\/h4>\n<p>Come si fa? Ci sono tanti modi: per esempio, dieci minuti dopo che avete terminato una lezione, o appena siete usciti da scuola, prendete un foglio bianco e scriveteci sopra rapidamente le cose che ricordate di avere sentito o fatto in classe. Ripetete lo sforzo prima di andare a dormire: l\u2019impatto di questo piccolo esercizio sar\u00e0 maggiore di molte delle cose pi\u00f9 comuni che gli studenti di solito fanno per studiare. Accedere ripetutamente a ci\u00f2 che si ricorda aiuta a rafforzare la memoria e a renderla sempre pi\u00f9 memorabile per il futuro. E per quel che non si ricorda? Vi aiuter\u00e0 a diagnosticare quello che non ricordate e quindi non sapete: gli argomenti su cui dovete concentrare le maggiori energie.<\/p>\n<h4>Mettetevi subito alla prova<\/h4>\n<p>Invece di studiare prima e vedere poi che cosa avete imparato, provate a fare il contrario. Anche se va contro ci\u00f2 che vi dicono intuito, genitori e prof, pare che questo approccio sia efficace specialmente per come sono strutturate oggi le verifiche. Partite dalle domande e studiate poi a fondo tutte le risposte che non sapete, andando a verifica quello che \u00e8 scritto sul libro. Per esercitarvi potete usare gli esercizi che vi assegnano o potete chiedere all\u2019insegnante di darvi delle verifiche che ha usato in passato. Se non avete niente di tutto ci\u00f2 a disposizione, potete semplicemente aprire il libro e a ogni capitoletto coprire il testo con una mano e cercare di ritrovare nella memoria ci\u00f2 che avete sentito a lezione, paragonando ci\u00f2 che ricordate con il testo scritto. Nel libro c\u2019\u00e8 di pi\u00f9? \u00c8 l\u2019opportunit\u00e0 per imparare quello che vi manca. Oppure c\u2019\u00e8 di meno? Tanto meglio, avete imparato cose con poco sforzo.<\/p>\n<h4>Non temete le verifiche<\/h4>\n<p>Anzi, provate a inventarne voi, scrivendo le domande che vi aspettate di trovare, per esempio sugli argomenti che vi sembrano pi\u00f9 adatti a risposte testabili o quelli che possono creare maggiore confusione. Rispondete alle domande che vi fate da soli o a quelle che vi fanno i compagni. Testare quello che non sapete e poi studiare \u00e8 utile non soltanto per prendere voti migliori: imparare in queste modalit\u00e0 attive pare che sia molto pi\u00f9 efficace (oltre che pi\u00f9 divertente e dinamico) rispetto alla noia di rileggere da soli e in maniera passiva cinque volte un capitolo.<\/p>\n<h4>Mischiate gli argomenti<\/h4>\n<p>In classe vi presentano spesso pi\u00f9 concetti diversi: a casa li studiate uno dopo l\u2019altro? Dagli esperimenti degli psicologi di UCLA, risulta che saltare da un concetto a un altro a un altro ancora, per poi tornare al primo e cos\u00ec via, aiuta non solo a ricordare meglio, ma a ottenere anche un migliore quadro d\u2019insieme, insieme alla flessibilit\u00e0 necessaria a passare da un concetto all\u2019altro vedendone le connessioni.<\/p>\n<h4>Non studiate sempre nello stesso posto<\/h4>\n<p>Vi han detto di scegliervi un ambiente piacevole e tranquillo, sempre quello, dove passare tutte le vostre ore sui libri? La scienza dell\u2019apprendimento dice che dovreste variare i luoghi di studio: un giorno la biblioteca, un giorno la camera, un altro giorno la cucina\u2026 La ragione \u00e8 che ciascun ambiente offre elementi che si associano nel ricordo a ci\u00f2 che uno sta cercando di imparare. Cos\u00ec al momento della verifica uno ricorder\u00e0 gli scacchi rossi e bianchi della tovaglia della cucina insieme al verbo irregolare inglese bear, bore, born o il quadretto con le mucche sopra la scrivania in camera insieme alla formula per rettificare la circonferenza.<\/p>\n<h4>Distribuite lo studio<\/h4>\n<p>Se avete quattro ore per studiare, \u00e8 pi\u00f9 efficace suddividerle in un\u2019ora al giorno per quattro giorni che studiare tutto in un solo giorno. Ecco l\u2019unica cosa che genitori e prof hanno azzeccato quando vi hanno detto mille e mille volte di non fare la \u201cstudiatona\u201d a ridosso della verifica, dell\u2019interrogazione, dell\u2019esame. Accumulare tutto all\u2019ultimo, ammesso che abbiate tempo a sufficienza, pu\u00f2 infatti aumentare lievemente la performance nell\u2019immediato, ma basta che vi spostino la prova di un giorno o di una settimana, e dovete cominciare tutto da capo perch\u00e9 cos\u00ec si crea una memoria che dura pochissimo. La regola dello spezzettare vale anche per l\u2019ora da dedicare in un giorno: meglio studiare un quarto d\u2019ora al mattino presto, un quarto d\u2019ora prima di pranzo, un quarto d\u2019ora dopo pranzo e un quarto d\u2019ora prima di cena. Il tempo \u00e8 uguale, un\u2019ora, ma da quell\u2019ora frantumata pare che otterrete molto di pi\u00f9 perch\u00e9 a ogni intervallo segue lo sforzo di recuperare le informazioni memorizzate che vi aiuta a consolidare la memoria.<\/p>\n<p>Insomma, imparare \u00e8 il prodotto di uno sforzo mentale: perch\u00e9 sia efficace \u00e8 meglio usare la procedura che si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 produttiva. Tutto questo vale, naturalmente, se studiate seriamente e con concentrazione; se gli spezzettamenti sono deliberati e non dettati dal trillo dei messaggi sul telefono; se siete focalizzati, se non vi disperdete e soprattutto se avete voglia di imparare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imparare per dimenticare un po&#8217; meno Questo \u00e8 il titolo di un articolo di Lisa Vozza, pubblicato su Aula di Scienze, una sezione del portale dell&#8217;editrice Zanichelli per la scuola. L&#8217;articolo parla del risultato di vari studi tenuti dall&#8217;Universit\u00e0 della Californa a Los Angeles, risultato che mi \u00e8 parso particolarmente interessante. 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